Come veterinario esperto in dermatologia, mi capita spesso di dover affrontare e risolvere casi molto complessi e alle volte anche molto interessanti.

Vi voglio raccontare la storia di Jack.

Jack era un cagnolino di 5 anni, di razza Jack Russell, molto vivace come tutti i cani della sua razza.

La prima volta che venne in clinica mi fece subito simpatia con quel suo sguardo curioso, ma nello stesso tempo fiero e coraggioso.

I proprietari avevano fatto un lungo viaggio per arrivare in clinica, ed erano molto stanchi.

Jack invece era fresco come una rosa. Annusava tutti, voleva giocare con tutti.

Aveva però veramente una brutta malattia.

Tutte le persone che vedevano Jack, mi chiedevano cosa avesse al pelo e se la sua malattia potesse essere contagiosa.

Io in realtà non lo avevo ancora visto, ma mi allarmai perché pensavo a qualche forma di rogna o di funghi,  che potessero contaminare tutta la sala d’aspetto.

Così decisi di fare entrare Jack immediatamente, in modo da poterlo visitare.

I proprietari di Jack, avevano preso un appuntamento con la mia segretaria, dicendo che il loro cane aveva un problema di pelle, ma non si erano dilungati più di tanto. La mia segretaria tra l’altro era abituata a prenotazioni di questo tipo, quindi non aveva approfondito.

I proprietari di Jack erano due giovani avvocati, molto attenti e scrupolosi in ogni cosa che riguardava il loro cane. Erano attentissimi alla qualità e alla quantità del pasto di Jack, al giorno dell’antipulci.

Jack era già stato da molti altri veterinari prima di me, sempre per il suo problema alla pelle.

Aveva fatto molte analisi e seguito molte terapie.

Alle volte era anche migliorato ed era stato bene per alcuni mesi, ma poi il suo problema era ricominciato.

Il problema di Jack era un forte prurito al corpo, che lui non cercava di nascondere, anzi, non appena finiva di annusare qualcosa cominciava a grattarsi con una zampa posteriore. Oramai era così bravo a grattarsi che era in grado di annusare una altro cane e nel frattempo grattarsi la pancia con la zampa.

I proprietari mi raccontarono che la notte il prurito peggiorava.

Jack dormiva nel letto con loro, e non appena spegnevano il televisore, lui cominciava a leccarsi con grandissima cura i piedi, emettendo un rumore particolare che ormai la proprietaria odiava. Nonostante i rimproveri, Jack si fermava qualche minuto, ma poi riprendeva inesorabilmente per tutta la notte.

I vari veterinari da cui erano stati avevano provato a cercare la causa di questo problema e Jack aveva preso anche molte medicine.

Alcuni anni prima i proprietari avevano fatto eseguire un controllo per la rogna. La proprietaria mi disse, che nonostante le analisi  avessero dato esito negativo per la rogna, lei aveva deciso di curarlo ugualmente per questa malattia, ma ovviamente senza nessun esito.

Decisero di cambiare veterinario, quindi erano stati da un altro dottore, il quale aveva pensato che Jack avesse dei funghi sulla pelle, specialmente tra le dita dei piedi e questo poteva essere la causa del prurito.

Jack in quell’occasione prese per 2 mesi una compressa per i funghi e fece il bagno tutte le settimane con un prodotto disinfettante. La proprietaria mi disse che in quell’occasione credeva proprio di aver risolto il problema, in quanto Jack migliorò velocemente e per un periodo sembrò anche non grattarsi più. Poi dopo alcuni mesi il problema ricomparve.

Allora Jack cambiò veterinario nuovamente.

Il nuovo dottore di Jack aveva pensato che Jack avesse una brutta infezione batterica della cute resistente agli antibiotici. Fece eseguire a Jack un prelievo della cute per ricercare questo batterio. La proprietaria mi fece vedere gli esiti delle analisi, Jack aveva una infezione cutanea grave.

Anche questa volta, finita la cura Jack ricominciò a grattarsi.

Jack, come avrete immaginato, cambiò dottore nuovamente.

L’ultimo dottore prima di me, raggiunse un compromesso con i proprietari, lui faceva a Jack una puntura di cortisone ogni mese, Jack smetteva di grattarsi, ma i proprietari di Jack dovevano essere coscienti che il loro cane, alla lunga avrebbe potuto avere seri problemi a causa di un utilizzo continuo di cortisone.

Per quasi sei mesi tutto andò bene, Jack dormiva la notte, doveva solo alzarsi qualche volte per andare a fare pipì, in quanto il cortisone fa venire molta sete, ma per il resto sembrava tranquillo.

Negli ultimi mesi però stava succedendo qualcosa di strano.

Jack aveva cominciato a soffrire di forti otiti. Dalle orecchie usciva parecchio pus e nonostante le terapie le otiti non guarivano.

Il margine delle orecchie aveva cominciato ad avere delle crosticine tutte intorno, che non appena sfiorate cominciavano a sanguinare.

Anche i piedini di Jack non stavano affatto bene. I cuscinetti plantari si erano gonfiati e molto spesso sanguinavano.

Ai lati delle cosce, jack aveva delle aree senza pelo con delle ferite e delle croste.

Ormai tutto il pelo del collo era caduto, come quello del ventre.

Anche tutto il margine delle palpebre era pieno di crosticine.

Dovevo fare qualcosa per Jack e per i sui proprietari.

Quando arrivano davanti a me proprietari così affezionati, ho sempre la paura di non poterli aiutare oppure di dover dire loro che la malattia di cui è affetto il loro cane non si può curare o ancora peggio che il loro cane è destinato alla morte, ma per Jack avevo proprio la sensazione di poter fare qualcosa.

Era il momento di rimboccarmi le maniche.

Dal lungo racconto dei proprietari venne fuori che Jack, almeno prima dell’uso del cortisone, aveva un prurito non stagionale, quindi potevo escludere la reazione allergica ai pollini.

Il prurito era stato sempre localizzato alla testa e al ventre ed allo spazio fra le dita.

Spiegai ai proprietari di Jack, che avrei dovuto eseguire delle analisi come tutti gli altri dottori che lo avevano visitato prima di me, ma gli dissi anche, che ero molto fiducioso e che pensavo di poterlo guarire.

Dalle prime analisi trovai che Jack aveva una forma molto comune di rogna e questo poteva giustificare la mancanza di pelo, ma non poteva essere la spiegazione di tutto.

Il tipo di rogna che avevo trovato su Jack è una rogna che hanno tutti i cani hanno ed anche noi. Essa consiste in un piccolo acaro chiamato Demodex, che pulisce i bulbi dei peli dal materiale in eccesso. Capita alle volte nei cuccioli che il sistema immunitario possa entrare in conflitto con l’acaro, ma nel caso di Jack era adulto ormai.

Pensai allora che il continuo uso di cortisone aveva indebolito a tal punto il sistema immunitario di Jack, che anche questo innocuo pulitore era divenuto un problema per lui.

Dal tampone auricolare e dai campioni prelevati dalle ascelle, dove la pelle era scura ed ispessita, trovai un lievito. Anche questo ritrovamento era importante. I proprietari mi avevano parlato di un fungo trovato al cane, quindi stavo camminando su di un sentiero già percorso. Mi convinsi che anche in questo caso il cortisone aveva accelerato la crescita di questo fungo e passai avanti.

Analizzai le croste sulle cosche e trovai una infezione batterica.

Avevo trovato tutte e tre le infezioni che avevano trovato i miei colleghi, ma sapevo per certo che anche se le avessi curate, loro sarebbero ritornate. Ci doveva essere qualcosa che le legava insieme.

Contattai i proprietari di Jack e gli raccontai quello che avevo scoperto e li misi al corrente anche dei miei sospetti.

Appresi quasi per caso che Jack di tanto in tanto soffriva di forti attacchi di diarrea, che alle volte avevano bisogno anche di una terapia antibiotica per guarire. In quelle occasioni la proprietaria gli preparava una dieta a base di riso bianco per qualche settimana.

Avevo avuta la mia conferma.

Chiesi ai proprietari se ricordassero che Jack, nel periodo in cui mangiava solo riso aveva una riduzione del prurito.

Alla proprietario sembrò di ricordare di si, anche se aveva correlato la cosa con il fatto che Jack volesse riposare perché stava male.

Quindi avevo una carta da giocare, forse Jack aveva una reazione avversa al cibo.

La reazione avversa al cibo è una forma di allergia in cui il cane, per effetto di alcune proteine contenute nell’alimento, ha una reazione allergica cronica leggera ma molto fastidiosa, che gli crea un forte prurito alla pelle.

In genere i primi segni sono  un arrossamento della cute e la comparsa di piccolissime macchie rosse. Poi il cane, per effetto del suo continuo gratamento, si provoca delle lesioni sulla pelle, le quali si infettano e fanno apparire le cose molto più gravi.

E’ molto frequente trovare i lieviti nei cani affetti da reazione avversa al cibo e l’otite. Anzi l’otite è forse il sintomo più frequente.

La diagnosi differenziale per la malattia di Jack comprendeva anche l’atopia, un’altra forma di allergia.

Poteva trattarsi anche di un caso in cui le malattie c’erano entrambe.

Tutte le infezioni che avevo trovato potevano essere secondarie all’allergia, aggravate in parte dall’uso improprio del cortisone.

Spiegai molto bene ai proprietari la cosa. Gli dissi che dovevamo curare le infezioni secondarie e nel frattempo iniziare un’alimentazione particolare.

Jack avrebbe dovuto mangiare per 2 mesi solo un tipo di croccanti speciali.

Se alla fine dei due mesi Jack non avesse avuto più prurito, potevamo dire di aver vinto.

Jack fu dimesso.

Dovette prendere tre compresse al giorno per circa un mese, per curare tutte le infezioni e dovette mangiare tre volte al giorno il mangime speciale. Non poteva assolutamente assaggiare niente di diverso da quel mangime, altrimenti la prova sarebbe fallita.

Rividi Jack dopo 15 giorni. Era molto migliorato, il pelo aveva cominciato a ricrescere ed il prurito si era attenuato molto.

Lo rividi ancora dopo 45 giorni e devo dire la verità che all’inizio non lo riconobbi. Era un Jack Russel come gli altri, ed era pure bello. Il suo pelo era lucido ed era in salute.

Spiegai ai proprietari che era venuto il momento di capire cosa facesse male a Jack, reinserendo ad uno ad uno gli alimenti nella dieta, per scoprire il colpevole del prurito.

La proprietaria di Jack non volle sentire ragioni. Lei il mangime speciale non lo avrebbe più sostituito.

A padron non si comanda, quindi decidemmo di continuare il quel modo visti gli ottimi risultati.

A distanza di tanto tempo i proprietari mi mandano ancora foto di Jack. Si sono appassionati al trekking ed ogni momento è buono per partire.

Beati loro, speriamo che non dimentichino mai il mangime di Jack.

Scritto da

Gianluca Barbato

Medico Veterinario Esperto in Dermatologia e Medicina del cane e del gatto.