Dr Gianluca Barbato

Esperto in Medicina e Chirurgia degli animali domestici

Cause

L’agente responsabile della scabbia è un acaro del genere Sarcoptes, precisamente il Sarcoptes scabie var. canis.

Patogenesi

L’acaro della scabbia scava gallerie nello strato corneo della cute.

All’interno di queste gallerie l’acaro depone le uova.

L’emissione di saliva, feci ed uova in queste gallerie, irrita la cute del soggetto parassitato, dando un forte prurito.

Sintomatologia

La scabbia è di norma una malattia molto pruriginosa.

Le lesioni caratteristiche della rogna sarcoptica sono caratterizzate da un forte arrossamento della cute, associato a molto prurito.

La cute appare ricoperta da lesioni rilevate, palpabili, inferiori al centimetro, dette papule.

Se la malattia progredisce la cute si ispessisce ed appare più scura e crostosa.

Zone interessate

Le zone maggiormente colpite sono i margini del padiglione auricolare, dei gomiti, dei garretti e dello sterno.

Possibilità di contagio tra animali

La scabbia è una malattia cutanea molto contagiosa.

L’acaro responsabile della patologia può contagiare un soggetto sano in pochi secondi, tramite peli o scaglie di pelle.

I primi sintomi dopo il contagio si hanno entro 24 ore.

Il cane si infetta molto frequntemente se ha possibilità di contatto con animali selvatici e/o randagi, oppure ha soggiornato in canili.

Possibilità di contagiare l’uomo (Zoonosi)

In determinate condizioni l’acaro può contagiare anche l’uomo, che comincia ad avere i primi segni entro 24 ore dall’esposizione, mostrando piccoli puntini rossi, normalmente sulle braccia e le zone di cute esposte.

Anche nell’uomo il prurito è una costante.

Sospetto Diagnostico

Il veterinario emette il sospetto diagnostico in base ai racconti del proprietario che riferisce che il cane ha avuto contatto con nuovi animali di recente.

Anche in assenza di storie cliniche di rilievo, la sintomatologia classica può portare al sospetto clinico.

Conferma della diagnosi

La diagnosi definitiva si effettua trovando gli acari oppure le uova dai raschiati cutanei. Da alcuni anni è in commercio un test ematico per la ricerca degli anticorpi contro l’acaro.

Entrambe le tecniche possono non essere in grado di dare un risultato definitivo, quindi se il veterinario ha un forte sospetto della presenza dell’acaro può decidere per una prova terapeutica.

Terapie

E’ possibile trattare il cane con bagni antiparassitari, prodotti spot on, oppure iniezioni. Tutti i metodi sono efficaci, a patto di eliminare la possibilità di reinfezione.