Nel cane, il carcinoma transizionale della vescica rappresenta l’1% dei tumori diagnosticati. Esso origina dalle cellule del rivestimento interno della vescica, chiamate appunto cellule transizionali.

I segni clinici iniziali sono quelli di una cistite ricorrente, parzialmente responsiva ai trattamenti antibiotici. Sangue nelle urine e minzioni frequenti sono i segni classici della patologia.

L’esame ecografico e  l’esame citologico sono sufficienti per la effettuare la diagnosi.

Fino adesso tutte le terapie messe in atto hanno dato scarsi risultati.

La terapia chirurgica oggi è stata sempre di più abbandonata, in quanto il tumore non riesce ad essere eliminato totalmente e le recidive locali sono frequenti.

La rimozione totale della vescica anche se risolutiva non è un trattamento consigliato nel cane, per i problemi di gestione dopo la rimozione dell’organo.

La terapia medica ha avuto risultati incoraggianti, specie con l’utilizzo del Piroxicam che si è dimostrato in grado di far regredire la patologia nel 20% dei soggetti malati.

Oggi uno studio, in parte italiano, pubblicato sulla rivista Veterinary Oncology, ha messo in evidenza, come l’utilizzo di un chemioterapico umano, la gemcitabina, possa permettere un aumento della sopravvivenza nei cani affetti da questo tumore che non traggono più beneficio dall’utilizzo del piroxicam. Lo studio ha dimostrato che 2 cani su 38 anno avuto una remissione della patologia e la media di sopravvivenza dei 38 cani sia stata di 230 giorni, contro i 70 giorni con l’utilizzo del solo piroxicam.

Dr Gianluca Barbato

Medico Veterinario

Esperto in Medicina e Chirurgia del cane e del gatto